Intervista a Francesco Ronchi, presidente Synesthesia

Quali sono le principali attività che svolgete come organizzazione e in quali settori operate? Qual è la mission che guida le vostre azioni?
Synesthesia è una digital experience company e Società Benefit nata a Torino nel 2011. Progettiamo e sviluppiamo soluzioni digitali per imprese, startup, istituzioni e organizzazioni che vogliono innovare i propri prodotti, servizi e processi. Operiamo in diversi ambiti: sviluppo software, applicazioni web e mobile, UX/UI design, e-commerce, marketing digitale, data analysis, intelligenza artificiale, formazione, eventi e progetti educativi. Lavoriamo con aziende di settori differenti, dal retail all’industria, dai servizi alla cultura, fino alla formazione e all’edutainment. La nostra missione è mettere tecnologia, creatività e competenze al servizio di una trasformazione digitale utile, accessibile e sostenibile. Crediamo che l’innovazione debba generare valore economico, ma anche impatto positivo per le persone, le comunità e l’ambiente. Per questo integriamo nel nostro modello di impresa attenzione alla qualità, inclusione, sicurezza dei dati, accessibilità, etica nello sviluppo software e responsabilità nell’uso delle nuove tecnologie.

Cosa vi ha spinto a diventare parte dell’Osservatorio per il Consumo Digitale Responsabile? Quali obiettivi vi siete prefissati aderendo all’OCDR?
Abbiamo scelto di aderire all’OCDR perché ne condividiamo l’obiettivo: rendere più visibili e riconoscibili le esperienze digitali che provano a coniugare innovazione, utilità sociale, sostenibilità e tutela delle persone.
Come azienda tecnologica sentiamo una responsabilità particolare: il digitale non è neutro. Le piattaforme, gli algoritmi, le interfacce e i servizi che progettiamo influenzano comportamenti, opportunità, accesso alla conoscenza e qualità della vita. Per questo riteniamo importante partecipare a una comunità che promuove maggiore consapevolezza sul modo in cui il digitale viene prodotto, distribuito e utilizzato.
Aderendo all’OCDR ci siamo posti tre obiettivi principali: contribuire alla diffusione di una cultura del digitale responsabile, confrontarci con altre realtà impegnate su temi affini e valorizzare progetti che mettono la tecnologia al servizio dell’inclusione, della formazione, della sicurezza e della sostenibilità.

In che modo la vostra organizzazione sostiene un consumo digitale responsabile e quali iniziative o progetti avete realizzato finora in questo ambito? Potreste descrivere i prodotti o servizi digitali che avete sviluppato per promuovere un utilizzo consapevole e sostenibile delle tecnologie?
Sosteniamo il consumo digitale responsabile agendo su più livelli: progettazione, formazione, inclusione, sicurezza e impatto ambientale.
Nello sviluppo di prodotti digitali adottiamo un approccio orientato all’accessibilità, alla privacy e alla sicurezza. Realizziamo audit e interventi di adeguamento agli standard WCAG 2.2 e all’European Accessibility Act, con l’obiettivo di ridurre le barriere di accesso ai servizi digitali. Lavoriamo inoltre con processi certificati ISO/IEC 27001 per la gestione della sicurezza delle informazioni.
Sul fronte dell’intelligenza artificiale sviluppiamo soluzioni e agenti intelligenti dentro un quadro di governance etica, con attenzione a trasparenza, controllo, protezione dei dati e verificabilità delle risposte, in particolare nei sistemi basati su knowledge base e modelli RAG.
Promuoviamo inoltre una progettazione sostenibile by design: ottimizzare architetture software, flussi e algoritmi significa anche ridurre sprechi computazionali e impatto energetico dei sistemi digitali.
Un ruolo importante è svolto dalla Fondazione Syx ETS, nata dall’evoluzione delle attività sociali di Synesthesia. La Fondazione promuove educazione digitale, discipline STEM, inclusione e riduzione delle disuguaglianze tecnologiche. Tra le iniziative più significative c’è Girls Tech, progetto educativo online rivolto a bambine e ragazze, dedicato a coding, intelligenza artificiale, data science e cybersecurity, con l’obiettivo di ridurre il divario di genere nell’accesso alle competenze digitali.
Attraverso la nostra Fondazione e i progetti dedicati ai più giovani, lavoriamo per rendere la tecnologia uno strumento di crescita, consapevolezza e partecipazione, non un fattore di esclusione.

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