Intervista a Niccolò De Carlo, CEO & co founder Sensoworks

Quali sono le principali attività che svolgete come organizzazione e in quali settori operate? Qual è la mission che guida le vostre azioni?
Sensoworks è una Operational Intelligence Company che aiuta organizzazioni pubbliche e private a trasformare i dati provenienti dal mondo fisico in conoscenza utile per prendere decisioni migliori. Attraverso l’integrazione di Internet of Things (IoT), Edge Computing e Intelligenza Artificiale sviluppiamo soluzioni per il monitoraggio e la gestione di infrastrutture critiche, impianti industriali, reti di servizi e asset distribuiti sul territorio.
Operiamo principalmente nei settori delle infrastrutture, delle utility e delle smart city, supportando processi di controllo, manutenzione predittiva, sicurezza e sostenibilità.
La nostra missione è aumentare la consapevolezza operativa delle organizzazioni, rendendo disponibili informazioni affidabili e tempestive che consentano di utilizzare in modo più efficiente le risorse, ridurre gli sprechi e migliorare la resilienza dei sistemi da cui dipendono le nostre comunità. Crediamo che il valore del digitale non risieda nella quantità di dati prodotti, ma nella capacità di trasformarli in decisioni responsabili.

Cosa vi ha spinto a diventare parte dell’Osservatorio per il Consumo Digitale Responsabile? Quali obiettivi vi siete prefissati aderendo all’OCDR?

Abbiamo aderito all’Osservatorio per il Consumo Digitale Responsabile perché condividiamo la convinzione che la trasformazione digitale debba essere accompagnata da una riflessione sui suoi impatti sociali, ambientali ed etici.
Nel nostro lavoro osserviamo quotidianamente come le tecnologie digitali influenzino il modo in cui vengono gestite infrastrutture, servizi e risorse. Per questo riteniamo importante contribuire a un dibattito che metta al centro non soltanto l’innovazione, ma soprattutto la responsabilità con cui essa viene progettata e utilizzata.
L’adesione all’OCDR rappresenta per noi un’opportunità di confronto con realtà provenienti da mondi diversi ma accomunate dalla volontà di promuovere un digitale più sostenibile, inclusivo e consapevole. Il nostro obiettivo è condividere esperienze, favorire la diffusione di buone pratiche e contribuire alla costruzione di una cultura dell’innovazione orientata al bene comune.

In che modo la vostra organizzazione sostiene un consumo digitale responsabile e quali iniziative o progetti avete realizzato finora in questo ambito? Potreste descrivere i prodotti o servizi digitali che avete sviluppato per promuovere un utilizzo consapevole e sostenibile delle tecnologie?
Il contributo di Sensoworks al consumo digitale responsabile si esprime attraverso lo sviluppo di tecnologie che permettono di utilizzare meglio le risorse esistenti, anziché aumentarne indiscriminatamente il consumo.
Le nostre piattaforme di monitoraggio consentono di raccogliere, elaborare e interpretare dati provenienti da infrastrutture e impianti, supportando attività di manutenzione preventiva, ottimizzazione energetica e gestione efficiente degli asset. In questo modo contribuiamo a ridurre sprechi, consumi non necessari e interventi correttivi emergenziali.
Particolare attenzione viene dedicata alle architetture Edge AI, che elaborano le informazioni direttamente vicino alla fonte del dato. Questo approccio consente di limitare il traffico verso il cloud, ridurre il consumo di risorse computazionali e migliorare l’efficienza complessiva dei sistemi digitali.
Abbiamo inoltre sviluppato soluzioni per il monitoraggio continuo di infrastrutture critiche, come ponti e viadotti, contribuendo a migliorare la sicurezza e la gestione del patrimonio infrastrutturale attraverso l’uso intelligente dei dati.
Guardando al futuro, stiamo investendo nello sviluppo di strumenti che rendano l’Intelligenza Artificiale più accessibile e trasparente, permettendo anche a utenti non specialisti di progettare e governare processi complessi. Riteniamo infatti che un consumo digitale responsabile passi non solo dall’efficienza tecnologica, ma anche dalla capacità di rendere le tecnologie comprensibili, controllabili e realmente al servizio delle persone.

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