Intervista a Giorgia Riba, presidente Mutua Privata
Quali sono le principali attività che svolgete come organizzazione e in quali settori operate? Qual è la mission che guida le vostre azioni?
Mutua Privata nasce per finanziare la prevenzione secondaria e per venire incontro alla sempre maggior esigenza di accedere a prestazioni di “sanità quotidiana”. Propone coperture sanitarie mutualistiche, ad un prezzo sostenibile e con tutti i vantaggi della mutualità: una forma di aiuto volontaria e Mutua Privata si basa sulla solidarietà tra i soci per promuovere l’assistenza in campo sanitario e sociosanitario. Il principio che guida il nostro operato è il reciproco sostegno tra i soci. Le somme versate non sono il corrispettivo di un servizio, ma l’espressione della partecipazione alla solidarietà generale. Tale tipologia di Società, infatti, ripartendo i costi fra i propri soci, permette di acquisire collettivamente e nel momento del bisogno servizi e prestazioni da erogare agli stessi, a condizioni più favorevoli di quanto questi possano fare singolarmente.
Cosa vi ha spinto a diventare parte dell’Osservatorio per il Consumo Digitale Responsabile? Quali obiettivi vi siete prefissati aderendo all’OCDR?
Uno dei valori che ci guida, fin da principio, accanto alla solidarietà, è proprio quello della sostenibilità. Questo valore può essere applicato a tutti i livelli della nostra organizzazione e permea ogni nostro processo. In primo luogo, un utilizzo responsabile dei dati sensibili della nostra utenza, proteggendoli e sviluppando anche un impegno costante sull’informazione circa il trattamento dei propri dati.
In che modo la vostra organizzazione sostiene un consumo digitale responsabile e quali iniziative o progetti avete realizzato finora in questo ambito? Potreste descrivere i prodotti o servizi digitali che avete sviluppato per promuovere un utilizzo consapevole e sostenibile delle tecnologie?
Parallelamente allo sviluppo digitale del servizio, in atto negli ultimi anni, abbiamo notato svilupparsi una mancanza di fiducia negli strumenti digitali implementati. Per questo motivo, insieme a Sloweb, sono stati organizzati incontri per andare a chiarire in cosa consistono le pratiche digitali corrette, quali sono i rischi di una mancata gestione adeguata della propria identità digitale e cosa invece gli strumenti digitali permettono di custodire meglio e per quali finalità. Per la nostra utenza è stata attivata un’area utente personale per poter gestire la propria copertura, e per poter chiedere autorizzazione
ai servizi e richiedere rimborsi in totale autonomia. Credo che a tutti gli effetti possa considerarsi un servizio digitale teso a promuovere un utilizzo sostenibile della tecnologia.
