Intervista a Ombretta Garavaglia, responsabile Dipartimento Comunicazione Dianova
Quali sono le principali attività che svolgete come organizzazione e in quali settori operate? Qual è la mission che guida le vostre azioni?
Dianova è una realtà del Terzo Settore, laica e senza scopo di lucro, che da oltre 40 anni si prende cura, attraverso le sue cinque Comunità Terapeutiche presenti in Italia, di persone con problemi di dipendenza da sostanze (droghe e alcol). Nel 2023 è stato attivato il Centro Diametro che offre ascolto, consulenza e presa in carico precoce a persone con dipendenze e comportamenti a rischio.
La nostra missione mette la persona al centro, valorizzandone risorse, capacità e possibilità di cambiamento, per offrirle l’opportunità concreta di raggiungere il massimo grado di autonomia possibile. Promuoviamo inoltre attività di prevenzione e sensibilizzazione, diffondendo una cultura del benessere, della responsabilità e della consapevolezza.
Cosa vi ha spinto a diventare parte dell’Osservatorio per il Consumo Digitale Responsabile? Quali obiettivi vi siete prefissati aderendo all’OCDR?
Negli ultimi anni abbiamo osservato una profonda evoluzione del fenomeno delle dipendenze. Accanto alle sostanze emergono sempre più spesso comportamenti problematici legati alle tecnologie digitali, che incontriamo sia nei percorsi terapeutici sia nelle attività di prevenzione e di presa in carico precoce.
Abbiamo aderito all’Osservatorio per contribuire alla comprensione di un fenomeno ancora in evoluzione e favorire il confronto tra realtà con competenze complementari, nella convinzione che solo una collaborazione multidisciplinare possa portare a risposte efficaci.
Questa scelta trova oggi un’importante conferma nella recente circolare del Ministero della Salute sulle dipendenze comportamentali, che riconosce esplicitamente anche quelle legate alle tecnologie digitali e apre, quando appropriato, l’accesso ai percorsi terapeutici residenziali già dedicati alle dipendenze. Un passaggio significativo che evidenzia come queste problematiche rappresentino un nuovo ambito di cura sul quale è necessario continuare a sviluppare competenze, ricerca e modelli di intervento condivisi.
In che modo la vostra organizzazione sostiene un consumo digitale responsabile e quali iniziative o progetti avete realizzato finora in questo ambito? Potreste descrivere i prodotti o servizi digitali che avete sviluppato per promuovere un utilizzo consapevole e sostenibile delle tecnologie?
L’esperienza di Dianova nel trattamento delle dipendenze ci ha insegnato che il problema non è lo strumento, ma il rapporto che la persona sviluppa con esso e i bisogni che quel comportamento cerca di soddisfare. Per questo affrontiamo il tema del digitale partendo dalla comprensione dei meccanismi della dipendenza, più che dalla semplice regolazione del tempo trascorso davanti a uno schermo.
Su questo approccio abbiamo sviluppato, negli ultimi anni, percorsi di prevenzione rivolti a bambini e ragazzi, genitori, insegnanti, lavoratori e, prossimamente, anche a nonni e caregiver. I nostri interventi affrontano in modo integrato le dipendenze da sostanze e quelle comportamentali, aiutando le persone a comprendere i fattori di rischio, riflettere sul proprio rapporto con le tecnologie e sviluppare competenze relazionali ed emotive che favoriscano scelte più consapevoli. Questo approccio trova applicazione anche nelle nostre Comunità Terapeutiche, dove, quando previsto dal progetto individuale, l’accesso agli strumenti digitali viene temporaneamente sospeso nelle prime fasi del percorso come parte del programma di cura. Non è una rinuncia alla tecnologia, ma uno strumento terapeutico che aiuta la persona a recuperare un rapporto più libero e consapevole con gli strumenti digitali e con gli altri comportamenti che possono alimentare la dipendenza. Anche come organizzazione promuoviamo una cultura del benessere digitale, privilegiando quando possibile gli incontri in presenza e un utilizzo equilibrato delle tecnologie nel lavoro quotidiano.
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